Istruzioni per donare il midollo osseo
E' necessario prima di tutto verificare le caratteristiche genetiche tramite un test. Nella sezione dell'Avis di Cento potrai donare una provetta di sangue aggiuntiva, oltre a quelle di routine, per il test di tipizzazione tessutale e compilare la modulistica per l'iscrizione al Registro Donatori di midollo osseo. Penseremo noi ad inoltrare le domande all'ADMO e la provetta per gli esami verrà recapitata al Centro Tipizzazione Tissutale.
In tutte le giornate di donazione oppure negli orari di apertura dell'ufficio saremo disponibili a fornirti eventuali informazioni.
Selezione dei potenziali donatori
Così come per il sangue anche per il midollo osseo esistono malattie infettive, come l'epatite e l'AIDS, che possono essere trasmesse mediante la donazione. In questi casi vale il principio di autoesclusione: se l'aspirante donatore sa di essere positivo verso queste malattie o ha abitudini di vita che lo espongono maggiormente al rischio di contrarre queste infezioni, allora è bene che si astenga dalla donazione. I test di laboratorio, infatti, non sempre sono in grado di identificare i soggetti infettatisi di recente. I criteri per diventare donatori sono uguali a quelli relativi alla donazione di sangue (vedi D.M. 26.01.2001): fatta eccezione per: l'età, anche se inferiore ai diciotto anni; peso corporeo, anche se al di sotto dei cinquanta Kg. Può donare anche chi è portatore sano di microcitemia.
Chi effettua la donazione di midollo compie un atto generoso di profondo significato umano, pertanto, se ha solo il dubbio di poter arrecare danno al paziente, deve astenersi dalla donazione. Il colloquio con il medico, vincolato dal più rigoroso segreto professionale e d'ufficio, potrà aiutarti a chiarire ed a valutare insieme possibili esposizioni a rischi.
Cos'è la compatibilità tessutale
Ciascuno di noi possiede un patrimonio di geni, ereditati dai genitori, che, come le impronte digitali, ci caratterizza in maniera univoca. Alcuni di questi geni controllano l'espressione di strutture (antigeni) presenti sulla superficie di tutte le cellule del nostro corpo. Grazie a tali antigeni, caratteristici di ogni individuo, il sistema immunitario riconosce le proprie cellule normali e reagisce contro quelle estranee o addirittura contro le proprie, se modificate. Nell'uomo il gruppo di geni che controlla il "riconoscimento" dei vari tessuti dell'organismo è denominato Sistema HLA (Human Leucocyte Sistem A). In caso di trapianto, per stabilire la compatibilità tra donatore e ricevente, si utilizza un test (tipizzazione tissutale o tipizzazione HLA) che permette di determinare proprio le caratteristiche espresse da tale sistema: solo tra fratelli esiste una buona probabilità (25%) di ritrovare gli stessi determinanti HLA, mentre tra individui non imparentati ciò è difficilissimo. Successivamente, se viene riscontrata identità con uno dei pazienti in lista d'attesa, il donatore può essere richiamato per ulteriori esami di approfondimento: Esistono anche altri metodi di tipizzazione come: genomica HLA DR e coltura mista linfocitaria (MLC). A differenza dei primi due esami la MLC può essere ripetuta anche con altri pazienti: questo perché un donatore può risultare identico a diversi pazienti ma non necessariamente compatibile con ciascuno di loro.
Perché servono donatori di midollo osseo
Sino a pochi anni fa, tutti i trapianti di midollo osseo (oltre 50.000 nel mondo) venivano eseguiti esclusivamente tra fratelli HLA identici. Tuttavia la constatazione che oltre il 65% dei malati affetti da emopatie letali non poteva giovarsi di una terapia tanto valida (in Italia, ogni anno, circa 500 pazienti eleggibili al trapianto non dispongono di un donatore all'interno della fratria) ha spinto gli ematologi a cercare il donatore compatibile tra individui non imparentati col paziente. I risultati finora ottenuti in questo tipo di trapianto (circa 3000) sono incoraggianti. Pur presentando maggiori difficoltà immunologiche, il trapianto di midollo da donatore non imparentato permette una percentuale di successi quasi uguale a quella ottenuta nel trapianto tra fratelli. Non è facile reperire un donatore identico: le probabilità che esista una compatibilità tra non consanguinei è di 1 a 100.000; è quindi necessario disporre di un alto numero di donatori per assicurare alla maggior parte dei pazienti l'opportunità di un trapianto. Per questo motivo, in tutto il mondo sono stati istituiti dei Registri Nazionali, la maggior parte dei quali facenti parte della stessa Organizzazione Mondiale (Bone Marrow Donor World Wide), per reclutare volontari disposti a donare il midollo e che costituiscono delle vere e proprie Banche Dati cui i vari Centri Trapianto possono attingere per reperire donatori idonei per i loro pazienti. Anche in Italia esiste un Registro Nazionale, derivato dalla collaborazione di molteplici Centri, con sede presso il Laboratorio di Tipizzazione Tissutale del Servizio Trasfusionale dell'Ospedale Galliera di Genova.
Come avviene il prelievo di midollo osseo..
Il prelievo del midollo (sangue midollare) viene effettuato mediante ripetute punture delle creste iliache (ossa del bacino). Trattandosi di punture ossee, è necessario che il prelievo venga eseguito in anestesia, risultando altrimenti doloroso. In genere l'anestesia è totale, ma può essere effettuata anche quella di tipo epidurale, mediante puntura lombare. Quella generale è comunque l'anestesia di elezione: ciò comporta quel rischio minimo legato all'anestesia stessa. Connessa a questa vi è la necessità che il donatore non abbia gravi alterazioni cardiocircolatorie e renali. Il prelievo dura, di norma, meno di un'ora. All'uscita dalla sala operatoria, il donatore viene tenuto ospedalizzato per un periodo di 48 ore. Al risveglio, e per un paio di giorni, egli avvertirà del dolore, in genere contenuto, nelle sedi di prelievo. Dopo tre giorni al massimo, la dolorabilità è praticamente nulla. La quantità di sangue midollare che viene prelevata varia in rapporto al volume corporeo del ricevente, ma è di norma compreso fra i 700 e i 1000 ml. L'organismo non avverte nessun sintomo di carenza; una settimana prima della data fissata per il trapianto, il donatore si deve sottoporre al prelievo di due unità di sangue che gli saranno trasfuse in sala operatoria per bilanciare il volume di sangue circolante diminuito dopo il prelievo del midollo. Non è necessaria l'assunzione di farmaci né prima né dopo la donazione. Da quanto sopra, appare ragionevole prevedere che un donatore debba restare assente dalle sue abituali occupazioni non più di una settimana.
..ed il trapianto
Per poterlo eseguire è necessario distruggere in parte (o tutte nel caso delle leucemie) le cellule del midollo del paziente con farmaci particolari (condizionamento) e reintegrarle con cellule sane che abbiano le caratteristiche genetiche simili alle precedenti (trapianto).
Le cellule midollari, prelevate dal donatore, sono somministrate endovena al paziente, in maniera simile ad una normale trasfusione di sangue.
Per ulteriori informazioni consulta il sito www.admo.it





